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Grappling: cos'è? Origini, regole, allenamento.
Publication date: 29.05.2026
Categoria: Arti marziali

Grappling: cos'è? Origini, regole, allenamento.

Una forma di competizione senza pugni, calci e nemmeno attacchi con i gomiti. Al loro posto c’è a disposizione un intero arsenale di prese, proiezioni, leve articolari e strangolamenti. Questa è la definizione del grappling, in cui la vittoria dipende da chi e in che modo controlla la posizione e l’avversario, non da chi sferra i colpi più potenti. Da dove nasce, quali discipline comprende, su cosa si basano le sue regole e perché rappresenta uno dei fondamenti delle MMA?

Scopri cosa vale la pena sapere sul grappling. Come funzionano le sue regole e il suo allenamento e anche come puoi iniziare la tua avventura con questa forma di competizione sul tappeto.

Cos’è il grappling?

Il grappling è in realtà un termine ombrello che indica uno stile di combattimento basato esclusivamente su prese, proiezioni, controllo dell’avversario e ricerca della sottomissione. Non c’è spazio per pugni, calci né per colpi di gomito o di ginocchio. In pratica, sotto questo nome si nasconde una tecnica utilizzata in molte diverse arti marziali. Lo scopo delle prese di grappling è portare a una situazione in cui il tuo avversario si arrende da solo (battendo su di te, su se stesso o sul tappeto). 

Quali discipline ne fanno parte?

La cosiddetta lotta di presa è una delle forme di competizione più antiche nella storia dell’umanità. Dopotutto, tra le prime forme di grappling possiamo includere con successo la lotta antica. Il grappling moderno, invece, come categoria a sé stante, si è formato molto più tardi, solo nella seconda metà del XX secolo. Il suo sviluppo è stato favorito dalla crescente popolarità delle MMA, dall’espansione del BJJ in tutto il mondo e dalla nascita di competizioni di submission wrestling. 

In pratica, però, rappresenta soprattutto un “ombrello” sotto cui rientrano diverse arti marziali distinte, e ognuna mette l’accento su aspetti differenti. Tra queste troviamo, ad esempio:

  • Brazilian jiu-jitsu (gi e no-gi) - si concentra sulla lotta a terra, sul dominio posizionale e sulle finalizzazioni (leve articolari e strangolamenti),
  • wrestling (freestyle e greco-romana) - pone l’accento su proiezioni, controllo e lavoro in piedi,
  • judo - disciplina olimpica basata principalmente sulle proiezioni, in cui usi la forza dell’avversario contro di lui,
  • sambo - sistema russo che unisce elementi della lotta con leve alle gambe.

L’atleta moderno spesso attinge tecniche da più di uno di questi sistemi contemporaneamente. Del resto è del tutto naturale: ogni stile ha i suoi punti di forza e i migliori prendono semplicemente il meglio da ciascuno di essi.

Il grappling come arte marziale a sé - regole

L’incontro può concludersi in tre modi:

  • Primo - per sottomissione (tap), in seguito all’applicazione di una leva articolare o di uno strangolamento.
  • Secondo - per decisione dei giudici (in base ai punti ottenuti). Il sistema di punteggio dipende dall’organizzazione, ma il principio generale è simile. I punti vengono assegnati, ad esempio, per le proiezioni, i passaggi a posizioni dominanti e il mantenimento di questo controllo per un determinato tempo.
  • Terzo - per squalifica (ad esempio per violazione delle regole).

Federazioni diverse hanno regolamenti diversi, e questo significa che ognuna ha la propria lista di tecniche consentite e vietate. 

Grappling e MMA - perché è un fondamento nelle arti marziali miste?

Se stiamo già parlando di grappling, è impossibile non menzionare almeno un po’ le MMA. Perché? Perché la maggior parte degli incontri di arti marziali miste a un certo punto finisce comunque a terra, cioè… nel dominio naturale proprio di questa tecnica.

Le competenze in questo ambito permettono di dettare il luogo del combattimento (se si combatte in piedi o si va a terra). Inoltre, non si limitano affatto solo all’attacco. Svolgono infatti anche un ruolo difensivo. Un buon atleta sa semplicemente rifiutare il passaggio a terra a un rivale che lo vuole, e anche costringerlo a combattere in piedi (e viceversa). Non a caso si dice che quasi tutti i campioni UFC abbiano proprio una base molto solida di lotta o grappling.

Come si presenta in pratica? Panoramica di posizioni, tecniche e prese.

La logica fondamentale punta prima a costruire la posizione e solo dopo all’attacco.

La gerarchia delle posizioni si presenta più o meno così (dalle più deboli alle più forti):

  • guard / half guard - posizioni neutre o leggermente difensive, in cui controlli il rivale da sotto,
  • side control - posizione da neutra a mediamente dominante, in cui schiacci l’avversario lateralmente,
  • mount - posizione dominante in cui sei a cavalcioni sul busto del rivale,
  • back mount - una delle più forti, in cui controlli l’avversario da dietro.

Quando riesci a ottenerle, puoi passare agli attacchi che chiudono l’incontro, cioè: leve articolari (armbar - al gomito, kimura - alla spalla, heel hook - al tallone o kneebar - al ginocchio) oppure strangolamenti (rear naked choke - classico strangolamento da dietro, ghigliottina, anaconda e triangle - triangolo con le gambe).

Come allenare il grappling?

Una sessione di allenamento standard di solito è composta da tre parti. Comprende riscaldamento (con elementi specifici del grappling), allenamento tecnico (ad esempio alcune tecniche selezionate) e sparring (combattimento con un partner in condizioni di piena resistenza). Una singola sessione dura solitamente da 60 a 90 minuti e i principianti vengono introdotti allo sparring gradualmente, non fin dalla prima lezione.

Se hai appena deciso di provarci, ecco alcuni consigli pratici:

Primo - trova un buon club nella tua zona. Cerca una struttura che offra allenamenti di BJJ, grappling o wrestling, preferibilmente con istruttori che abbiano esperienza e competenze documentate in questo ambito.

Secondo - scegli l’abbigliamento giusto. Procurati un rashguard e dei pantaloncini comodi. Sconsigliamo decisamente le magliette di cotone: si impregnano rapidamente di sudore e limitano i movimenti.

Terzo - non avere paura di partire da zero. Il grappling è una disciplina particolarmente adatta agli adulti che iniziano dalle basi. L’assenza di colpi abbassa sensibilmente la soglia d’ingresso e riduce il rischio di infortuni rispetto agli sport da combattimento con percussioni. Non devi essere un atleta per salire sul tappeto.

Quarto - punta sulla regolarità. I progressi sono strettamente legati alla frequenza dell’allenamento, non all’intensità delle singole sessioni. Meglio allenarsi 3 volte a settimana per un’ora che una volta a settimana per tre ore.

È il momento di salire sul tappeto. Ora pensa anche a cosa indossare.

Il tappeto sa mettere rapidamente alla prova la qualità dei capi con cui ci si allena. Tensioni, attriti, prese, pressioni, transizioni dinamiche: tutto questo fa sì che un materiale economico ceda dopo poche sessioni.

Per questo, se vuoi evitare queste “sorprese”, visita il nostro negozio, dove ti aspetta abbigliamento da lotta progettato proprio per questa forma di combattimento. Produzione polacca, cuciture resistenti, materiali che mantengono la forma e allontanano bene il sudore e, soprattutto, grafiche con cui viene davvero voglia di allenarsi.

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