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Tecniche di combattimento nelle MMA: tipi, fasi e modi di applicare le prese
Publication date: 23.07.2026
Categoria: Arti marziali

Tecniche di combattimento nelle MMA: tipi, fasi e modi di applicare le prese

Ogni atleta che si rispetti, così come il “semplice” fan di questo sport, dovrebbe conoscere le basi, cioè le tecniche fondamentali del confronto nell’ottagono. Oggi le vediamo più da vicino.

Quali tecniche di combattimento dominano in piedi, nel clinch e a terra? Scopri i metodi più usati dai fighter di arti marziali miste.

Cosa sono le tecniche nelle arti marziali miste?

MMA (abbreviazione di Mixed Martial Arts) è uno sport che attinge contemporaneamente da molte arti marziali: boxe, Muay Thai, kickboxing, lotta, judo, Brazilian jiu-jitsu, sambo, karate e alcune altre. Ognuna di queste discipline ha portato nelle MMA le proprie tecniche caratteristiche, e il fighter le sceglie e le combina in base alla situazione specifica nella gabbia.

Che cos’è l’MMA lo abbiamo descritto in un articolo a parte. Qui passiamo subito agli aspetti concreti, cioè all’analisi delle tecniche di combattimento nella gabbia.

Combattimento in piedi, clinch, parterre: cosa vale la pena sapere?

Prima di “entrare nel dettaglio” delle singole tecniche, soffermiamoci brevemente su ogni fase in cui si svolge il confronto nelle MMA.

  • Combattimento in piedi - è il combattimento in posizione eretta, a una distanza che consente colpi di mani e gambe. Qui dominano le tecniche di boxe, kickboxing e Muay Thai, cioè pugni e calci. È la parte più spettacolare del match, quella che più spesso si conclude con knockout impressionanti.
  • Clinch - è invece la corta distanza, in cui gli atleti si afferrano a vicenda. Lottano per il controllo della posizione, cercano di portare ginocchiate o gomitate oppure di preparare un takedown.
  • Parterre - cioè il confronto dopo aver portato uno degli atleti al tappeto. In quest’area prevalgono le tecniche prese, tra le altre, da lotta, judo, BJJ e sambo

Un paragrafo a parte meritano le transizioni (in inglese transitions), che non sono altro che il passaggio fluido tra le fasi sopra citate: combattimento in piedi, clinch o parterre. Possono essere offensive (quando l’atleta punta a cambiare fase a proprio vantaggio) oppure difensive (quando si difende da un cambiamento per lui sfavorevole).

Combattimento in piedi: quali sono le sue caratteristiche?

Il combattimento in piedi, come abbiamo già detto, è allo stesso tempo la parte più spettacolare e, di conseguenza, anche quella più esposta mediaticamente del match. La sua base è costituita da discipline come: boxe - precisione dei pugni e gioco di gambe, Muay Thai - low kick, ginocchiate, gomitate, kickboxing - combinazioni di mani e gambe, karate e taekwondo - calci dinamici.

È interessante notare che la specificità delle MMA impone alcune “modifiche” alle tecniche note in altri sport. La classica guardia pugilistica è semplicemente troppo alta e può quindi portare facilmente a essere atterrati. La classica guardia della Muay Thai, invece, è troppo statica e rende più difficile difendersi dai takedown.

Il clinch nelle MMA: cos’è e in cosa consiste?

Il clinch, pur svolgendosi in piedi, viene spesso considerato una fase a sé tra il combattimento in piedi e il parterre. Gli atleti restano a contatto fisico ravvicinato, pur rimanendo in piedi. 

Può essere corto (scambio di ginocchiate e gomitate) o lungo (lotta di posizione contro la parete / la rete* della gabbia, tentativi di takedown, controllo). In questo caso, le fonti principali delle tecniche sono soprattutto: boxe thailandese, così come la lotta classica.

È interessante notare che aggrapparsi passivamente all’avversario può comportare il restart del combattimento al centro dell’ottagono. Per questo i fighter devono lavorare continuamente: cercare il takedown, portare colpi oppure cercare una posizione per una submission.

Il confronto a terra: che cos’è?

È la fase del combattimento in cui gli atleti si trovano (di solito sdraiati) sul tappeto. In genere uno sta sopra (occupando la cosiddetta top position), mentre l’altro sta sotto (cioè la cosiddetta bottom position). Succede anche che entrambi lavorino da una posizione equivalente, ad esempio in guardia. Proprio in questa fase si decide la maggior parte degli incontri per sottomissione. Ogni combattimento a terra inizia con un atterramento, cioè un takedown.

Successivamente, il combattimento a terra comprende tre attività principali: il controllo della posizione, il ground and pound (soprattutto da parte di chi si trova sopra) e i tentativi di sottomettere l’avversario tramite una leva articolare* o uno strangolamento**. Per questo hanno un vantaggio a terra i fighter che padroneggiano bene arti marziali come il Brazilian jiu-jitsu, il judo e anche la lotta.

* La leva articolare è una tecnica che mira all’articolazione dell’avversario con l’intento di forzare la resa (il cosiddetto tap out) attraverso il dolore o il rischio di un infortunio permanente.

** Lo strangolamento si concentra sul collo e mira anch’esso a portare l’avversario a “battere”. Più raramente si verificano situazioni in cui il partecipante al combattimento resiste fino all’ultimo momento, finché… perde conoscenza.

Sia nell’uno che nell’altro caso, un ruolo estremamente importante spetta all’arbitro, che deve sapere quando intervenire e interrompere il match.

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